Versioni alternative: dimensione testo
Istituto di Istruzione Superiore Giordano Bruno di Budrio (BO)
Istituto di Istruzione Superiore Giordano Bruno di Budrio (BO)
lunedì 14 marzo, 2016
La collezione Zacchiroli raccontata dal Giordano Bruno
dal 20 al 30 marzo apertura dalle 17 alle 19 domenica 20 marzo apertura dalle 10 alle 12,30
immagine

Introduciamo la mostra con le parole del Dott.  Rino Zacchiroli e della sua vedova, Dott.ssa Maria Luisa Zanardi Zacchiroli.

Sono le loro parole che meglio ci fanno capire la passione che ha sostenuto il loro lavoro di collezionisti e curatori di queste strumentazioni che hanno un altissimo valore didattico.

I nostri studenti saranno le guide ai percorsi di visita delle classi delle scuole medie ed elementari del territorio. 

Le foto della Mostra a questo Link.

 

Evoluzione del mio interesse collezionistico

Ho cominciato ad interessarmi di Radio nei primi anni ’60, demolendo apparecchi, che oggi farebbero la felicità di molti collezionisti!

Sono rinsavito venti anni dopo, come reazione al dilagare dell’elettronica digitale e cosi mi sono appassionato nel riparare e collezionare vecchi apparati.

In seguito la commercializzazione dell’hobby delle Radio mi ha disincantato. Ho lasciato perdere sette anni fa, quando sono stato letteralmente folgorato dagli strumenti scientifici antichi.

Attualmente il mio interesse per la Radio é di puro appassionato e non di collezionista. Pertanto continuo a tenere solo una quindicina di pezzi che ritengo significativi, come un Radiofono Savigliano mod. 93 F, completo di tavolino in noce, mai visto finora nei cataloghi. Inoltre conservo una raccolta di Galene amatoriali, rappresentative di una ben precisa epoca della Radio e qualche micro ricevitore a transistor dei primi anni ’70.

Negli ultimi tempi mi sono dedicato alla raccolta di strumenti scientifici antichi, in particolare di tipo didattico. Attualmente ne posseggo un centinaio di pezzi, dei quali curo personalmente il restauro.

Il fascino e la genialità di questi apparati supera quello di ogni altro oggetto tecnico, che mi ha interessato nel tempo!

Rino Zacchiroli

Budrio (BO), 16 giugno 2000

(cit. da “Imparare la scienza, Fascino e genialità negli antichi strumenti” Mostra in memoria del Dott. Rino Zacchiroli)

 

Mio marito e i suoi strumenti

Quando un collezionista se ne Va, la questione della collocazione degli “oggetti", raccolti per tutta la vita con “passione” e lasciati in ogni dove, si aggiunge al dolore, al rimpianto. ..

Mio marito, Rino Zacchiroli, era un collezionista appassionato, ma maggiormente era studioso di storia della scienza e della tecnica e amante della manualità del costruire e del restaurare. Così ha lasciato tanti oggetti tecnici dei quali apprezzava il valore storico, la genialità costruttiva e l’utilità didattica. Nel suo percorso intellettuale si era stancato di transistor e bit ed era tornato alle valvole e anche più indietro, a strumenti antecedenti l’epoca Marconiana. Riteneva che altre persone si sarebbero stancate di ginnastica dei pollici e di conoscenza solo su schermo e sarebbero tornate a toccare oggetti e a costruire con le mani, guidate dal cervello. In questo senso attribuiva valore didattico agli strumenti, anche poveri, che collezionava, servivano a capire la scienza integrando saperi matematici, storici e geografici.

Di fronte a questi oggetti, più o meno misteriosi per incompetenti come la sottoscritta, la prima tentazione é stata quella di liberarmene. Rino mi aveva suggerito di venderli ad un amico commerciante, per farli ritornare in circuito e far godere qualcun altro, come aveva “goduto” lui.

Non l’ho fatto….  Ho aspettato……

L’occasione per occuparmi di questi oggetti antichi é venuta con l’invito dell’amico Angelo Finelli a presentare, nel primo anniversario della morte, la collezione di strumenti di Fisica dei laboratori didattici dell’Ottocento e dei primi del Novecento. E’ su questi strumenti, infatti, che mio marito aveva puntato interesse ed energie negli ultimi venti anni, perché li riteneva geniali ed affascinanti.

(….omissis…)

Aggiungo che mio marito, persona molto riservata, di questa sua passione parlava pochissimo, era il suo mondo e gradiva goderselo da solo e io l’ho sempre rispettato, gli ho lasciato lo spazio che desiderava, né ho mai toccato le sue cose, temevo di rovinarle o di romperle.

Cosi, con timore reverenziale, e iniziato il mio lavoro di raccolta, assemblaggio, pulizia, numerazione e catalogazione degli strumenti antichi di Fisica di Rino Zacchiroli, qui presentati.

Mi sono servita di elenchi trovati in computer e di catalogazioni parziali lasciate da Rino, delle mani abili di amici per riparare e pulire oggetti rimasti in sospeso e intanto mi facevo una cultura su cataloghi, libri antichi e Internet. Ho avuto modo di sentirmi ignorante ogni giorno di più, perché se non si sa a cosa serve un oggetto, non gli si può dare un nome e, senza nome, non si può cercare né su una enciclopedia né su Internet. Qualche amico di Rino ha potuto aiutarmi in qualche campo specifico e così sono riuscita a dare un nome ai 190 oggetti della collezione, a sapere più o meno a cosa servivano e a datarli approssimativamente.

Il prof. Roberto Mantovani dell’Università di Urbino, massimo esperto del settore, che Rino aveva consultato nel passato per gli strumenti del Liceo Torricelli, ha poi verificato sulle foto che gli ho inviato la correttezza delle mie denominazioni e la validità scientifica degli strumenti raccolti.

Alle sue illuminate indicazioni mi sono attenuta nello scegliere gli strumenti presentati in catalogo e nella mostra.

Una ultima annotazione riguarda la firma degli strumenti. L’ho sempre citata dove l’ho trovata, l’attribuzione invece non l’ho fatta, perché richiede l’esame della morfologia, dei tipi di legni, degli ottoni, etc, il che richiede una competenza che non ho. Molti oggetti vengono dai paesi dell’Est, Rino li trovava nei mercatini italiani dopo l’apertura delle frontiere, sono anche questi oggetti  scolastici con etichette tipiche e indicazioni di scuole.

Mi corre poi l’obbligo di segnalare che alcuni strumenti possono essere parzialmente ricostruiti, ma non so ancora specificare in quali parti, mentre ho indicato chiaramente i modelli riprodotti.

Molti strumenti non firmati o marcati in modo approssimativo sanno poi di arte povera, come se un artigiano avesse costruito l’oggetto per sostituirne uno andato rotto o per dotare il laboratorio di uno strumento in più per la didattica.

Dopo questo percorso la collezione é divenuta anche un po’ la mia.

Sarò grata a chi vorrà correggere errori o darmi notizie sugli strumenti presentati

Maria Luisa Zanardi Zacchiroli

(cit. da “Imparare la scienza, Fascino e genialità negli antichi strumenti” Mostra in memoria del Dott. Rino Zacchiroli)